DA B2B E B2C A HUMAN TO HUMAN: UMANIZZARE IL BRAND - con Samantha Visentin

 EVENTO "DA B2B E B2C A HUMAN TO HUMAN: UMANIZZARE IL BRAND CON SAMANTHA VISENTIN"

Introduzione
Benvenuti a tutti in questo nuovo articolo del blog SPRECHEN MIT TAG... let's talk together! Argomento odierno è una branca del marketing appena sviluppata e poco descritta nel settore: l'umanizzazione del brand, presentata dal Festival Digitale di Torino DEEGITO, che mi ha gentilmente invitato a partecipare alla live con l'esperta Samantha Visentin, una giornalista e imprenditrice specializzata in strategia
Samantha Visentin

digitale in ottica human. Formatrice e docente, si occupa di comunicazione digitale, strategie di marketing online e personal branding per conto di PMI a livello nazionale. 
Premetto per chi non è del settore cosa indicano le sigle B2B e B2C: sono le abbreviazioni rispettivamente di Business To Business (in italiano commercio intraziendale) e Business To Consumer. Nel primo caso il focus è basato su tutte quelle transazioni da un’azienda produttiva verso un’altra impresa, lontano dagli occhi del cliente (es. la produzione di attrezzi per un tornio che vende ad aziende meccaniche), nel secondo, invece, è il cliente al centro: si indicano difatti tutte quelle vendite verso i consumatori finali, da parte delle aziende o società di servizi (es. l'e-commerce, Amazon, la prenotazione di un albergo tramite motore di ricerca, ecc.). 
Detto ciò la formatrice Visentin ha introdotto a queste due categorie una terza definita H2H (Human To Human) volta a mettere al centro i rapporti umani tra gli stessi consumatori e un brand. Andremo a riportare in questo pezzo le parole dell'autrice del libro Umanizzare il brand. Strategie in ottica human per comunicare con successo. 

Il racconto del webinar: l'"umanizzazione" del brand
Il webinar si è svolto in una sorta di intervista online tra Massimiliano - speaker di Deegito - e Samantha in un racconto sull'argomento con una durata di poco meno di 40 minuti in maniera del tutto semplice e leggera. 
Visentin ha esordito dicendo che loro amano e supportano sempre la gente, la quale è al centro della digital strategy, mai vista tuttavia in ottica "umanizzata", argomento principale più volte ribadito nel corso del webinar. E chi c'è prima del brand?, vi domanderete voi. Per l'intenditrice la risposta è senza dubbio il cliente, cui è al centro di tutto che sa con chi sta parlando e, quindi, di conseguenza è ovviamente più facile far passare la comunicazione (altrimenti il brand non avrà successo). 
Ad oggi vediamo molta pubblicità in ogni dove e in ogni momento di quanto sia ottimale e perfetto il prodotto di una data azienda e di questo la gente è oramai stufa. 
È completamente inutile pubblicizzare ovunque se non vi è un minimo di umanizzazione, secondo Samantha Visentin, affermando che l'humanization (come ormai è conosciuta nel campo del marketing) è la vera chiave di volta per le aziende: se nel brand viene infatti inserito un volto - ad esempio di una persona che ci lavora - state sicuri che verrà riconosciuto al 1000 per 1000. 
Leggendo il suo libro, precedentemente menzionato, viene da chiedersi "quanto è complesso creare?" - va detto, comunque, che ci sono poche informazioni a riguardo secondo Massimiliano - a tale domanda Samantha risponde che per fare ciò è fondamentale proprio il contatto con le persone: se vi è un ottimo contatto tra esse la pagina verrà vista sempre di più e aumenteranno le prestazioni. La comunicazione è sempre vincente e un esempio è il caso di Accademia Chefs, come illustrato dalla docente.
L'umanizzazione del brand è sulla bocca di tutti e per questo è da considerarsi l'inizio di tale tecnica: non vi è l'obbligo di non riuscire ad ottenere il risultato, ma anche senza crederci, l'obiettivo resta ed è convincere, non è vero?
Visentin procede a descrivere il vantaggio della tecnica dell'umanizzazione: ovviamente il brand mostra ai consumatori l'immagine che vuole mostrare, ma non solo, poichè non è sufficiente solamente tale elemento; è tuttavia vitale la customer care (ossia l'assistenza alla clientela, con particolare riferimento a quella effettuata a distanza tramite Internet e call center) - i bot infatti non aiutano per nulla, poichè nonostante possano risolvere il problema tecnicamente, non potranno mai sostituire il rapporto e l'intelligenza umana: bisogna necessariamente ascoltare ciò che ha da dire l'utente! È un po' come la storia che il traduttore automatico non sostituirà mai quello umano poichè non ha la capacità di ragionamento... 
L'obiettivo è quindi saper comunicare dove si vuole arrivare e andare con la propria vision, magari con un'adeguata condivisione dei contenuti e l'inserimento delle figure personali nel sito web aziendale, come a dire "guardate, sono loro che lavorano qui per voi!", in linea con il piano editoriale in cui inserire un buon copy, un TOV (Tone Of Voice) adeguato e una pubblicità coerente (con una persona ad esempio che testa il prodotto). 
La percezione è differente per ognuno di noi, tuttavia, l'affezione al brand è relativa a quanto lo stesso si mostri piacevole e vicino ai cuori degli utenti che è come, secondo la Visentin, se "ci volessero bene". 
Per umanizzarsi al meglio vi sono due linee guida da seguire:
  1. Mostrare la nostra faccia in quanto esso è il nostro distintivo, il nostro biglietto da visita
  2. i consumatori, ricordatevelo, sono parte integrante del brand: se non ci amano si può considerare inutile il processo di umanizzazione. 
Se si è integrati, si partecipa: il concetto è questo. L'esempio posto è di Ottica Karadom, che associa la sua idea al prodotto, creando un'associazione tra brand e prodotto stesso.

Conclusione
Massimiliano conclude domandando: "se non si fosse per caso inseriti nel mondo digitale, l'umanizzazione crederebbe in questa strategia?" La risposta non si fa attendere: comunicare attraverso il rapporto numero di persone e dati ottenuti mostra più coinvolgimento tra esse e se una persona si mostra attraverso l'azienda, significa che le persone ci hanno visto e quindi rafforzano la tecnica dell'umanizzazione.
Con questo si conclude il webinar e - sperando che sia stato di vostro gradimento, magari imparando anche qualcosa che non sapevate - colgo l'occasione per ringraziare sia Deegito che Samantha Visentin per aver partecipato a questo interessante incontro.
Alla prossima!

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