FESTIVAL DI SANREMO 2021: Le pagelle Ciociare (a cura del Tag)


FESTIVAL DI SANREMO 2021

Le pagelle a cura del Tag


Introduzione
Sanremo è arrivato, nell'edizione più strana e inedita che sia mai avvenuta (tanto che è stato pure a rischio di annullamento, data la pandemia in corso e il fatto che i teatri sono chiusi fino al 27 marzo). Non sto a descrivere tutto ciò che è accaduto e la perdita dello share rispetto alla scorsa edizione (dettato anche dal ringiovanimento degli artisti in gara, evidentemente troppo "avanti" per il pubblico over 65 abituato a questo programma...), le scelte delle co-conduttrici o gli ospiti (che poi Ibra e Fiorello hanno dato un'aggiunta di show che ci stava alla perfezione oltre alla magistrale interpretazione di Mahmood e il suo medley) ma mi limito a valutare le canzoni in gara, che poi, a dirla tutta, è quello che ci interessa, no?
Condotto nuovamente da Amadeus, è stata l'edizione del ringiovanimento - perlomeno in parte - degli artisti in gara con nomi quali Random, Fasma, Maneskin, Madame o Gaia per dirne alcuni, ma anche il trionfo dell'indie con Gio Evan, Fulminacci, Coma_Cose o Colapesce & Dimartino. Restano, purtroppo, i soliti visti e rivisti come Arisa, Meta, Annalisa e la veterana Orietta Berti (a cui va il premio per le gag mostrate, dal coprifuoco violato all'allagamento della camera da letto). Presenza massiccia nelle produzioni di Dardust, che ha firmato almeno 5 brani e 2 nella versione testuale da Mahmood, fresco vincitore dell'edizione 2019. Ma bando alle chance, passiamo alle valutazioni.

Vincitore e premi assegnati
A sorpresa, nonostante la giuria demoscopica e la sala stampa avessero affossato il brano, il gruppo rock Maneskin ha trionfato a sorpresa, grazie a ben 53% di preferenze tramite televoto nella finale a tre, subito dietro Francesca Michielin & Fedez ed Ermal Meta (lo scorso anno successe il contrario, con il televoto che premiò la classica ballata di Diodato). Premio della critica "Mia Martini" a Willie Peyote, premio "Sergio Bardotti" per il miglior testo a Madame (che vince pure il premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano, un risultato impressionante per un'artista di soli 19 anni), premio Sala Stampa "Lucio Dalla" a Colapesce & Dimartino, premio "Giancarlo Bigazzi" alla miglior composizione musicale a Ermal Meta e infine, premio "Nilla Pizzi" alla interpretazione a La Rappresentante di Lista.

I Maneskin, trionfatori con il brano "Zitti e buoni"


I voti
Verranno assegnati in ordine di classifica con breve analisi. 
  1. MANESKIN - Zitti e buoni - VOTO 9
    Senza nemmeno aspettarselo, hanno fatto la rivoluzione e l'hanno fatta per bene. Zitti e buoni è un brano puramente rock con dei riff di chitarra molto potenti e veloci che ricordano molto alcuni gruppi degli anni '80, sebbene con le dovute differenze. Il testo è sensato e critico (Loro non sanno di che parlo/Parla, la gente purtroppo parla, non sa di che cosa parla, tu portami dove sto a galla, che qui mi manca l'aria) e con questo ritmo hanno saputo dare una ventata d'aria al festival che, di norma, è tipico per le canzoni soporifere e romantiche. E, a sorpresa, hanno vinto, spodestando le "classiche" e rendendolo il secondo successo rock in assoluto dopo "Mistero" di Ruggeri del 1993. Le accuse di plagio sinceramente le trovo assurde, date le differenze nelle ottave e nel ritmo delle due canzoni. E chissene se i fegati dei boomer stanno espolodendo...
  2. FRANCESCA MICHIELIN & FEDEZ - Chiamami per nome - VOTO 6.5
    Brano firmato anche dalla sopraffina penna di Mahmood che, tuttavia, non si è fatta per nulla riconoscere. Un testo un po' banale e una canzone un po' sciapa, nonostante l'esibizione sopraffina della Michielin che - più volte durante le serate - ha infuso sicurezza a un ansiosissimo Fedez, che nella sua parte ha rappato con l'Auto-Tune e pure in maniera stonata... avesse portato un pezzo old school come "Giorni" forse avrebbe funzionato maggiormente. Sarà stata la fanbase della Ferragni, ma non meritava il podio come la terza classificata, nonostante sia un brano orecchiabile. Francesca di nuovo seconda dopo l'edizione del 2016 dove a trionfare furono gli Stadio... se avesse portato un pezzo come "Stato di Natura" (peraltro, guarda a caso, in collaborazione con i Maneskin!) in cui lei sorprendemente rappa e ricorda i suoi passati da rock, beh sarebbe stato un altro paio di maniche!
  3. ERMAL META - Un milione di cose da dirti - VOTO 4
    /Avrei un milione di cose da dirti, ma non ti dico niente/. Ecco, meglio che non avesse detto nulla... se Vietato morire sorprese, questa, nonostante il premio per la miglior composizione musicale, è una pallata mortale con il solito testo romantico trito e ritrito. Ok, è cantata bene. Ma non basta...
    Come diamine faccia ad essere terza, lo sa solo la demoscopica...
  4. COLAPESCE & DIMARTINO - Musica leggerissima - VOTO 8.5
    I due artisti siciliani si presentano con una canzone che ricorda molto nella strumentale We are the people e Figlio di un re rispettivamente di Empire Of The Sun e Cesare Cremonini, tuttavia, a parte questo (che ha fatto sollevare in modo velato l'idea del plagio), il brano è estremamente spensierato e radiofonico. Piacevole e da canticchiare, nasconde un significato molto profondo e attuale, con tematiche estremamente attuali: /Metti un po' di musica leggera nel silenzio assordante, per non cadere dentro al buco nero, che sta ad un passo da noi/. L'indie fatto in modo differente, approvato e immeritatamente in quarta posizione.
  5. IRAMA - La genesi del tuo colore - VOTO 8.5
    Strano ma vero, Irama ha fatto una canzone piacevole da ascoltare. Peccato non sia riuscito ad esibirsi dal vivo per via della positività al COVID di un suo collaboratore, avrebbe fatto una figura diversa. Lo stile è differente dalla precedente La ragazza dal cuore di latta e dal tipico pop rap da tormentone a cui siamo abituati e attira: mi domando però cosa ne fosse stato senza la produzione musicale di quel genio di Dardust, soprattutto nel ritornello /Mai, smetterai, canterai, perderai la voce/ e quel giusto mix di elettronica che da il giusto valore. 
  6. WILLIE PEYOTE - Mai dire mai (la locura) - VOTO 10
    L'unico 10 che ho assegnato. Una canzone assolutamente impeccabile sia dal punto musicale che testuale, un brano puramente rap/hip hop (che avevano portato su quel palco solamente Rancore e Junior Cally) con un ritornello che ti entra in testa come fosse un martello. Il testo è strutturato intelligentemente con numerosi dissing (/Ora che sanno che questo è il trend, tutti 'sti rapper c'hanno la band, anche quando parlano l'autotune/) e critiche alla società odierna (ad esempio /Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su TikTok/, /Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell'hype/) oltre che allo stesso Sanremo: ne è l'esempio la citazione sulla faccenda Bugo-Morgan e la successiva critica sul twerk. Dalla politica al calcio, Willie spazia senza fronzoli e sempre diretto al punto, soprattutto. La citazione iniziale di Boris (motivo che richiama a "la locura") è la ciliegina sulla torta. Ennesima dimostrazione che il rap, se fatto come si deve, su quel palco può e deve arrivare - anche a costo di spodestare il classico genere presente in questo festival. Meritava assolutamente il podio a discapito di quella lagna di Meta, ma si sa, questa roba non è apprezzata dal largo pubblico (o meglio, non ancora), vince però l'importante Premio della Critica Mia Martini: complimenti Guglielmo!
    E chissà se mai troveremo a Sanremo artisti da freestyle modello Izi, Ernia o Nitro...

    P.S. per chi non lo conoscesse vi invito a dare un ascolto a brani come C'era una vodka, Friggi le polpette nella merda o Cpt Futuro Freestyle, ne valgono assolutamente la pena e capirete di che pasta è fatto il rapper torinese.
  7. ANNALISA - Dieci - VOTO 6
    Dieci non è di certo il voto attribuito alla canzone, ma gli anni di carriera della cantautrice ligure, che fa sempre la sua figura sia in termini di bellezza che di pulizia della voce, molto intonata. Sufficienza raggiunta per questo motivo e per il testo comunque sensato, ma sembra molto monotono e non spacca come Bye Bye. 
  8. MADAME - Voce - VOTO 9.5
    Mamma mia che voce, per l'appunto. Una ragazza che a 19 anni si presenta al Festival di Sanremo con una padronanza degna di uno che ha calcato il palco più volte è già tanta roba, emozionandosi perfino con qualche lacrima. Aggiungiamo poi che a questa età ha fatto featuring con colossi del rap quali Marracash e Fabri Fibra e già è un bel curriculum che presenta. Il brano poi, firmato dalla produzione sopraffina di Dardust, è un tripudio di suoni e la voce particolare della cantante veneta è qualcosa di speciale (il cambio di flow a 3/4 della canzone è arte): aggiungeteci pure il testo che verrà premiato come il migliore: una sorta di dichiarazione d'amore a sè stessa. Cantare l'amore in maniera interessante è possibile allora... grande plauso per Francesca!
    Purtroppo, questo stile di canto è stato tanto criticato in quanto, a detta di molti, non si capisce cosa dica (ascoltatevi Tha Supreme e poi ne riparliamo...) e oltre all'uso (leggerissimo eh!) dell'Auto-Tune è stata ingiustamente affossata nella parte bassa della classifica nella prima serata, raggiungendo poi comunque un insoddisfacente ottavo posto: purtroppo i boomer continuano a preferire la pallata di Meta a lei... 
  9. ORIETTA BERTI - Quando ti sei innamorato - VOTO 6
    Sinceramente l'idea fatta al vedere il nome della Berti è stata: "Ancora?", sembra che se non si mette qualcuno di classico e anziano si perda tutta la platea di ascoltatori (vedi Rita Pavone o Patty Pravo). Mancava da 29 anni e ha fatto il suo ritorno con stile per le gaffe: dal coprifuoco violato con conseguente inseguimento della polizia all'allagamento della stanza d'albergo, è il nuovo Morgan-Bugo. Voto 10 solo per questo: ma qui si valuta il brano in sè e sinceramente, non è nulla di nuovo da dire "wow", se non che è cantato davvero per bene (e soprattutto senza Auto-Tune e cazzate varie).
  10. ARISA - Potevi fare di più - VOTO 5
    Appunto, si poteva fare di più: è il classico brano alla Gigi D'Alessio, interpretato da un'artista che non ha mai fatto davvero breccia. Nulla da aggiungere.
  11. LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - Amare - VOTO 8
    Che scoperta! Un bel brano ricco di forza canora dettato dalla bella voce della frontwoman Veronica che viene accompagnata da Dario alla chitarra elettrica. Un brano ricco di speranza e significato, che parla di rinascita in modo emozionante. A detta dello stesso gruppo, una canzone che parla di corpi, di vita, di comunità. Della ricerca di una rinascita, di un senso di libertà e d'amore. Firmato, ancora una volta, da Dardust, che sta a confermarsi tra i migliori produttori del panorama musicale. Meritava forse una posizione più alta.
  12. EXTRALISCIO FT. DAVIDE TOFFOLO - Bianca luce nera - VOTO 7.5
    Una band leggermente stravagante che si capisce già che a Sanremo c'entra ben poco (ed è un bene secondo me): un bel brano punk fatto con i controcazzi che fonde differenti generi e ti trascina sempre più dentro il brano. Vengono accompagnati dalla voce di Toffolo, frontman dei Tre Ragazzi Allegri Morti: non spacca ma è un bel brano che, come al solito, non è stato capito e ingiustamente affossato. Verrà trasmessa come "Musica leggerissima" nelle emittenti radiofoniche.
  13. LO STATO SOCIALE - Combat pop - VOTO 6
    No, stavolta la vecchia non ha ballato. A differenza del brano portato nel 2018 che meritava di vincere, questo è carino ma nulla più. Leggero, critico, un testo assolutamente sensato si, ma non colpisce direttamente l'ascoltatore a differenza di Una vita in vacanza, trasmesso ovunque e che tutti cantavano. Avevano un bel pezzo con la Vicario che a mio parere avrebbe fatto molto più successo...
  14. NOEMI - Glicine - VOTO 7
    Veronica ha un talento canoro e questo è fuori dubbio. Ma i veri protagonisti della canzone sono chi l'ha prodotta (indovinate un po'? Proprio Dario Faini...) e l'autore del testo sopraffino che gioca piacevolmente con la lingua. Autore che cade sotto il nome di Tattroli, un collettivo di artisti tra cui è presente anche Mahmood, nonostante non catturi come Andromeda (altro testo di Mahmood). Detto ciò un bel brano che non meritava assolutamente il 14° posto.
  15. MALIKA AYANE - Ti piaci così - VOTO 6.5
    Brano caratterizzato dalla particolare e pungente voce di Malika, ma nulla di nuovo e sorprendente: un brano sufficiente da Sanremo, anche se, fortunatamente non noioso come una classica solfa o ballata tipica di questa competizione canora e, forse, meglio anche di Adesso e qui (nostalgico presente), sempre della stessa Ayane, che si classificò terzo sei anni fa. Si, piace così, evidentemente.
  16. FULMINACCI - Santa Marinella - VOTO 5
    Il giovanissimo cantautore indie, che ha iniziato la sua carriera solamente due anni fa, presenta una mezza ballata con influenze più sull'indie pop e un testo non propriamente eccelso ma nemmeno ridicolo o banale, come successo ad altri suoi coetanei o quasi. Il brano in sè non è bruttissimo ma non convince appieno nemmeno dopo alcuni ascolti, forse non è propriamente adatto al cantautorato. Insufficiente.
  17. MAX GAZZÈ & LA TRIFLUOPERAZINA MONSTERY BAND - Il farmacista - VOTO 5
    Parte con un "Si può fare" che è chiaramente una citazione a Frankenstein Jr. e introduce il brano puramente incentrato su vari nomi di farmaci che sono, per Max, la soluzione ai problemi amorosi e non. L'appiglio artistico di Gazzè non lo mettiamo in dubbio di certo ma il brano risulta un Sotto Casa 2.0 che non sfonda, nonostante gli outfit stravaganti di Gazzè durante le esibizioni. Anche questo brano è insufficiente, diciassettesima posizione abbastanza corretta.
  18. FASMA - Parlami - VOTO 3
    Dai seriamente, cosa bisogna valutare in una canzone assolutamente banale di tema amoroso (/E quindi parlami parlami, dai ti prego tu parlami, perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini/; /Baciami baciami, che dai baci fantastici che mi aumentano i battiti/) che piace alle ragazzine e soprattutto, ripeto soprattutto, è quasi completamente in Auto-Tune... dai Tiberio, seriamente ti presenti ad un Festival come Sanremo con massiccio uso di Auto-Tune? Che sei, Drefgold che se glielo togli è stonato come una campana? Beh, credo di aver già detto tutto. Eppure, c'è chi è riuscito nell'impresa di fare pure peggio. 
  19. GAIA - Cuore amaro - VOTO 7
    La vincitrice di Amici  presenta un brano in cui per la prima volta non parla di amore ma di sè stessa, della sua storia: infatti, come ha più volte affermato la stessa Gaia, il cuore amaro è il suo e lo descrive nella stessa canzone: /Strada di arterie che ritorna da me, ma il mio cuore è amaro, un disordine raro, io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro/. A livello di arrangiamento, di mood e produzione il brano sa rtrasportare un po' con la mente nel Sud America (le origini della madre di Gaia infatti sono brasiliane) però in maniera fresca e odierna. Ecco, questo piglio sudamericano si è sentito un po' poco e ha strozzato il brano, che però resta alquanto valido e meritevole più di un banale diciannovesimo posto sicuramente.
  20. COMA_COSE - Fiamme negli occhi - VOTO 5.5
    Tra i tanti artisti emergenti di questa edizione vi sono anche i Coma_Cose, duo formato da Edipo e California, pseudonimi di Fausto Lama e Francesca Mesiano. Il brano ha riscosso un gran successo tra pubblico e critica ma a mio parere non sfonda e resta un brano romantico un po' infantile... una ventesima posizione che non grida allo scandalo di certo. Certo, visto che nella vita sono una coppia, l'affiatamento sul palco tra i due era notevole: non hanno fatto a meno di guardarsi negli occhi tutto il tempo, però il brano non è così maturo, ecco.
  21. GHEMON - Momento perfetto - VOTO 7.5
    Dai seriamente ventunesima posizione per Picariello? Non avrà riscosso lo stesso successo del precedente Rose viola ma a mio parere questo è un brano fatto per bene e riuscito: ti prende tantissimo, è gioioso e ti fa venir voglia di cantare e ballarlo, ricordando un po' anche il mood di Adesso sono qui del 2014 (inserito nella colonna sonora del videogioco NBA 2k17, unica presenza italiana). Momento perfetto poi è un mix di generi che spazia tra il rap, il soul, lo swing e il gospel. Un brano completo... Ghemon è cresciuto e con questo lo ha dimostrato, un artista a 360° che non è stato apprezzato sufficientemente, evidentemente.
  22. FRANCESCO RENGA - Quando trovo te - VOTO 4
    Ah, Renga... esperto del Festival ma sempre con le solite abitudini... questo brano non ha nulla da raccontare di particolare e sembra un Angelo 2.0, un po' come Gazzè. Le solite cose trite e ritrite già sentite in versione molla. Menzione d'onore solo a Dardust, che però non incide stavolta come ci si aspetterebbe.
  23. GIO EVAN - Arnica - VOTO 4
    Il profeta di Instagram e dei suoi aforismi. Ecco, meglio si fosse fermato lì, la canzone è una tipica indie pop non di certo indimenticabile con un testo che ci si aspettava molto più ricercato magari giocando con le figure retoriche dato il personaggio e invece no, una sorta di ballata indie che resta facilmente nel dimenticatoio. Totalmente insufficiente. 
  24. BUGO - E invece sì - VOTO 5
    Rispetto ai due precedenti prende un punto in più, perchè almeno il pezzo è leggermente più godibile. Richiamato dopo il fatto con Morgan (che per pura ripicca il giorno dell'esibizione di Bugatti ha pubblicato il video integrale di "Sincero" in versione modificata) beh non si è distinto per bene e il problema è... Bugo. Sì, lo stesso interprete che non valorizza per niente il pezzo, con la voce sembra Shiva. Almeno Sincero era apprezzabile molto più, questa ti addormenta un po'... forse Morgan aveva ragione?
    A voi la sentenza.
  25. AIELLO - Ora - VOTO 4.5
    Altro esordiente che si piazza al penultimo posto, giustamente. Una canzone che parla di una storia passata e finita male (un classico della canzone italiana) lineare e senza quel colpo di innovazione che la renderebbe tra le eccezioni alla regola. Quel verso /Dovevi portarci me, dovevi portarci me, sesso ibuprofene/ per quanto possa ricordare la mera triste realtà, è diventato perfetto solo per i numerosi meme girati in rete. Non per un Festival della canzone di certo. MACE non la salva, per quanto sia un buon produttore.
  26. RANDOM - Torno a te - VOTO 2
    Emanuele Caso, 20 anni (21 quest'anno), quel bravo ragazzo un po' fuori di testa, tanto per citare un singolo che lo ha reso celebre sulle piattaforme musicali più amate dai giovani. Bene, sembra già sparito: quelli fuori di testa sono rimasti i Maneskin, non lui. Ballata romantica bruttissima quanto noiosissima (molto peggio di Fai rumore) e che mai ci saremmo aspettati da lui che è un rapper... evidentemente ha voluto conformarsi ai canoni di Sanremo che prediligono, come ben si sa, alle canzonette d'amore. Testo da cucciolo e stonatura live che manco uno fa sotto la doccia a completare il tutto... fa peggio di Fasma e si becca un 2 in pagella e ultimo posto assolutamente meritato. Almeno Arrivedorci degli Elio e le storie tese (che arrivò anch'essa ultima) non aveva alcun interesse della classifica essendo un commiato... 
    Mi continuo a domandare perchè al suo posto non possano essere chiamati veri artisti di quel genere come Caparezza. O una produzione di Tha Supreme...

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