McDonald's: I PRODOTTI CHE SI SON RIVELATI DEI FLOP

Non è mai una buona idea rischiare troppo!

Introduzione - cenni su McDonald’s
Tutti conosciamo McDonald’s e non è un caso che, proprio come prima cosa, il nostro cervello “visualizzi” d’impulso gli archi dorati che formano la “m” della catena di ristorazione statunitense (ciò si verifica per effetto dell’identità del brand, che è tanto forte da instaurare in noi l’associazione immediata). 
D’altronde, citando una parte del testo “Nella casadi Coez, la mente umana fa proprio questo: analizza, mette a fuoco e memorizza il logo
Ebbene, il logo, tuttavia, non è l’unico elemento che viene considerato quando si menziona quella catena: ci ricordiamo, ad esempio, del loro iconico jingle “I’m lovin’ it” (al sesto posto tra i suoni più riconoscibili al mondo), del loro riconoscibile packaging, dei minuziosi suoni – come il cicalino delle friggitrici – studiati minuziosamente per farli diventare unici rispetto ai concorrenti. Persino il loro essere audaci è una caratteristica tipica di questo brand: la voglia di espansione di Ray Kroc, il suo modello a catena di montaggio e il voler avere sempre di più, ne sono gli esempi lampanti che hanno portato la catena ad essere il simbolo dell’odierna globalizzazione (potete approfondire la questione nella mia tesi di laurea, con un paragrafo intero dedicato).

Forse è stata fin troppo audace…
Caratteristica tipica di questo brand è sempre stata – da quando Ray Kroc iniziò a mostrare la voglia di espandersi – la stravaganza. Lo si nota spesso nelle sue pubblicità alquanto strambe e provocatorie, nei suoi menu “King Size” e via discorrendo. Come in ogni cosa, però, essere troppo audaci potrebbe… rivoltarsi contro. Proprio quello che è successo a Mickey D’s quando, di punto in bianco, ha cominciato a proporre alcuni prodotti nel loro menù che, per un motivo o un altro, sono stati dei flop totali. Dai McSpaghetti alla McPizza, giusto per fare due esempi (che poi, come diavolo può venire in mente di proporre in un fast food americano due piatti così fondamentali e autentici nella cucina italiana?); oppure il panino Ciociaro… penserete: “bè, ma che c’è di male a proporre un panino legato al bellissimo territorio laziale”? Che… semplicemente che di ciociaro – a partire dalla focaccia – non aveva decisamente nulla. Anzi, peggio ancora, l’imitazione della voce nello spot era persino più offensiva nei confronti di quel popolo. Insomma, un boomerang pericolosissimo.
A questo punto non resta che analizzare alcuni prodotti che hanno fallito miserabilmente nel mondo della catena più celebre di fast food!

1. McGratin Croquette

Il primo prodotto che andrò ad analizzare è un panino lanciato nel 2015 per il solo mercato giapponese: il McGratin Croquette, a base di pesce. Già questo tipo di alimento non è per nulla ben visto in questo fast food (chi mai va al Mc per prendere il Filet-O-Fish?), figuriamoci se mixato/mescolato ad altri strani ingredienti volti a formare un obbrobrio culinario. Questo panino, infatti, conosciuto nella terra del Sol Levante come Gurakoro, era composto da gamberetti, purè di patate e maccheroni fritti inzuppati in una salsa misteriosa… indovinate un po’ come andò a finire? I giapponesi furono, ovviamente, disinteressati e divenne un gran flop. Lo spot in questione, poi, era a dir poco… imbarazzante.

2. Mc HotDog
Tra le mille domande esistenziali che ci poniamo ogni giorno ne esiste una a cui McDonald’s ha provato a rispondere: Hot Dog o Hamburger? Tutti noi immaginiamo ovviamente sia la seconda, visto che è proprio famosa per quello (e vi sarete sicuramente chiesti cosa c’entri con i primi, lo so). Va detto che Mickey D’s ha una storia travagliata con questo alimento da quando il fondatore, Ray Kroc, bandì gli Hot Dog in quanto non si sapeva con certezza cosa ci fosse dentro di essi (pensateci, sapete di cosa sono fatti i würstel?), tuttavia, nel 1984, dopo la sua morte, qualcuno ha provato a reintrodurlo in più forme. Purtroppo, ha sempre trovato un muro di fronte a sé, rendendo vani i loro tentativi di renderlo una pietra miliare del menu. Meglio così se si pensa che hanno fatto una versione con chili per il solito Giappone… che orrore.

3. McSpaghetti
Questo credo sia il peggiore tra i prodotti proposti in questo articolo, senza alcun dubbio. Con i McSpaghetti si scende nel più profondo pozzo della perversione culinaria: si tratta di spaghetti estremamente stracotti con una salsa di ketchup e formaggio – un obbrobrio per un italiano! – persino peggio delle catene straniere ispirate all’Italia, quali, ad esempio, la tedesca Vapiano.
Vi immaginereste mai il nostro piatto per eccellenza – assieme alla pizza – in una catena di fast food americana incentrata sugli hamburger? La risposta è ovvia, eppure, McDonald’s ha provato proprio a introdurli nel Bel Paese dove, grazie a Dio, non solo fallirono miseramente, ma ebbero scarsissimo successo pure negli stessi Stati Uniti d’America! L’unico posto, infatti, dove non fu un flop (ed è presente tutt’ora nel menù!) sono le Filippine. Evidentemente nel popolo del Paese asiatico famoso per il pollo fritto questo “piatto” riscuote successo…

4. Hula Burger
Se i McSpaghetti non vi bastano, pensate che esiste persino un panino con… l’ananas. 
E purtroppo si, non è uno scherzo.
Andiamo con ordine, però: il panino nasce, infatti, negli anni 60, quando la multinazionale americana decise di sostituire il pesce per i clienti cattolici (la fede cristiana suggerisce di non mangiare pesce il venerdì, per commemorare il sacrificio fatto da Gesù Cristo, che morì proprio in quel giorno) e l’idea non è neanche sbagliata a voler guardar bene (non a caso esiste il Filet-O-Fish a riguardo)… solo che, insomma, quale speranza poteva avere una misera fetta di ananas grigliata in mezzo a due fette di pane accompagnata da cheddar fuso? Vi lascio immaginare la risposta.

5. McPizza
Eh, sì, Mickey D’s ha provato a immettere nel mercato anche la sua versione di pizza (peraltro ancora trovabile nel gigantesco locale di Orlando, in Florida, dove alla base si possono unire le farciture più inimmaginabili e assurde come il pollo grigliato). Sebbene negli anni Ottanta la catena statunitense possedesse ben il 40% del mercato degli hamburger, non riusciva a vendere all’ora di cena, sovrastata da altre catene quali, ad esempio, Pizza Hut: ovviamente al fast food di Kroc questo aspetto non andava per nulla a genio. La soluzione venne cercata internamente, provando a produrre una mini pizza che… manco a dirlo fallì miserabilmente.
Andò meglio con le pizze preparate al momento nel forno – che, fortunatamente, non si rivelarono un insulto all’Italia come con gli spaghetti – tuttavia McDonald’s non prese atto che la gente andava da loro perché, in quanto fast food, avevano bisogno di cibo servito il più velocemente possibile, mentre la pizza necessita di tempi di cottura imbarazzatamente lunghi per un fast food!
Ecco, così, che è scomparsa anch’essa dai menù per sempre, nonostante in Canada la aspettino con trepidazione più di Zellers, una catena di discount dell’usato molto popolare in quel Paese.

Conclusione
Anche i migliori, come ben si può vedere sbagliano. D’altronde, nel mercato, osare non è poi tanto scorretto – anzi, al contrario, spesso è un valore aggiunto – l’importante è, come in tutte le cose, non superare un certo limite, oltre il quale il risultato potrebbe essere qualcosa di irrecuperabile.
Con questa lista è stato ampiamente dimostrato: citando Fabri Fibra e Rkomi in una nota canzone, “voglio lasciare un segno grosso come un asteroide, prova a lasciare un segno, come sta facendo su di me il tempo, prova a farlo finché c'è tempo”.
Già, finchè c’è tempo: poi è troppo tardi. E non si può più tornare indietro.

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