UNA GIORNATA ALL'U-POWER STADIUM: BENVENUTI NELLA CASA DEL MONZA!

Monza 3 - 0 Salernitana

Intro
Il calcio, si sa, è forse una delle mie più grandi passioni. Come tutti i grandi tifosi, la mia migliore aspirazione è lavorare prima o poi in questo ambito, nel frattempo, però, non perdo di certo l'occasione per andare allo stadio a godermi una partita che - come farsi un bel viaggio - è sempre una gran bella esperienza! D'altronde chi di noi amanti del calcio non ha mai sognato di entrare in uno stadio? Ah, quella magica sensazione di grandezza ed atmosfera... qualcosa di davvero impagabile per un appassionato di questo sport! 
Io di partite allo stadio ne ho viste un po' (circa nove, che per il sottoscritto son comunque poche, contando che tra una e l'altra c'è stato persino un intervallo di ben 6 anni) e ognuna di esse mi ha lasciato sempre emozioni contrastanti quanto memorabili, specie se lo stadio è immenso. 
Eppure, anche un impianto piccolo può rivelarsi... GRANDE e, questo, ne è un esempio.

Lo stadio: U-Power Stadium
Domenica 13 novembre, ultima partita prima della sosta per il Mondiale
Gioca il Monza, alla sua prima stagione in Serie A. Decido di andare a vederla, visto che il calcio d'inizio è fissato alle 15 e la città brianzola dista solamente un'oretta da dove provengo. Avversario di giornata la Salernitana, che dopo un'insperata salvezza ottenuta con soli 31 punti, sta conducendo un buon campionato ed è galvanizzata dal recente 1-3 ottenuto contro la Lazio all'Olimpico.
Una panoramica ultra-grandangolare dello stadio
All'arrivo, rimango stupito di come lo stadio, nonostante molto piccolo, sia molto più bello dal vivo e faccia la sua gran figura: si notano immediatamente i miglioramenti effettuati da Fininvest, tra cui la facciata con la denominazione U-Power Stadium, che quando aveva ancora il nome di Brianteo si mostrava molto trasandata. Il parcheggio è molto pratico: oltre a quelli a pagamento da loro gestiti, vi è quello dell'Iper, ubicato a 2 passi dai gate della tribuna est. Dicevo, comunque, lo stadio piccolo sa rivelarsi grande: nonostante la capienza di 15.000 - nulla a che vedere con la maestosità dell'Allianz o di San Siro, gli altri due stadi in cui ho assistito a un match - ti lascia proprio quella sensazione di sentirti un omino in confronto a tutti gli altri: all'ingresso, la prima parola che ti salta fuori dalla bocca non può solamente essere che "wow, che atmosfera!". 😱
Differente dal Piola di Novara, dove, sebbene parliamo del 2012, che risultava proprio piccolo, poco comodo (mancavano pure i seggiolini) e... non propriamente caloroso, se non per la tifoseria salentina di quell'occasione. All'entrata - dove c'è un controllo biglietti veloce senza metal detector - fila tutto liscio e si superano i tornelli. Si salgono le scale e si raggiunge immediatamente il settore composto da circa una decina di file belle lunghe. Ogni posto ha il suo seggiolino - per nulla scomodo! - e la visuale, per essere al secondo livello, è fantastica quando la squadra attacca da quella parte! Si vedono, infatti, i giocatori letteralmente a due passi da voi.
Differentemente, la parte opposta si vede un po' in lontananza, ma comunque bene: ci si gode tutta la partita anche se, specie nel primo tempo, il sole disturbava leggermente, in quanto la tribuna non è coperta.


La bellezza del tifo!
Una partita dal vivo, rispetto alla TV, ha una componente fondamentale quanto spettacolare. No, non sto parlando della possibilità di rivedere l'azione al replay... anche se, ammettiamolo, sarebbe molto comodo!
Mi riferisco al tifo! 
Dei supporter molto carichi e "caldi" sono proprio l'anima in più: pensate al muro giallo del Borussia Dortmund! Un'impressionante gradinata da 24.000 spettatori che con le loro magnifiche coreografie fanno venire immediatamente gli occhi a cuoricino.
I re dello spettacolo: così sono stati i tifosi della Salernitana, veri ultras che da quel punto di vista hanno vinto si loro 3-0. Prima un meraviglioso striscione recitante la scritta SALERNO e i colori della città, poi un continuo sostenere con canti e cori la loro squadra, persino quando quest'ultima era chiaro avesse malamente perso la partita. Nel mio settore, poi, c'erano altri tifosi ospiti che con le loro indicazioni da allenatori e torpiloqui vari, alimentavano l'atmosfera al meglio, tanto che persino DAZN ha notato questo accentuato tifo. Proprio per questo motivo amo sempre andare a vedere una partita di calcio!


Un assedio del Monza!
C'è da dire anche che sono stato molto fortunato: il Monza ha giocato la sua miglior partita finora, annichilendo una Salernitana che nelle ultime due partite aveva sempre segnato. Nonostante si capisse già che gli ospiti avessero giocato in un clima a loro favorevole, come se fossero in casa, la squadra brianzola mette subito le cose in chiaro: un cross pennellato arriva dalle parti di Ciurria che va vicino al vantaggio con una meravigliosa semi-rovesciata, mandando in estasi lo stadio intero (o meglio, la parte di fede biancorossa!). 


Al 24' di gioco però, l'assedio monzese ha la meglio: un'azione saggiamente orchestrata terminata con l'assist di tacco di Dany Mota, porta l'Imperatore a siglare il vantaggio con un forte destro. Tra contropiedi fulminanti e occasioni importanti, al 35' il Monza trova, davanti ai miei occhi, il raddoppio: Carlos Augusto lancia con un filtrante Mota che, con un doppio-passo, fulmina Sepe. Si va negli spogliatoi sul 2-0. 


Nella ripresa, il copione è lo stesso: la squadra di Palladino continua ad attaccare, ottiene un rigore nettissimo trasformato da capitan Pessina (che torna ad esultare sotto la sua curva 7 anni dopo l'ultimo gol con i brianzoli, casualmente sempre nella stessa porta e su rigore!) e colpisce tre pali. La squadra di Nicola, invece, non riesce ad essere pericolosa, concludendo pericolosamente verso la porta di Di Gregorio solo una volta con un tiro potente di Piatek. Anzi, ha dato proprio l’idea di essere completamente con la mente già alla sosta, mantenendo così solamente un punto di distacco dallo stesso Monza. Finisce così, con un 3-0 che non può che lasciarmi soddisfatto.
A coronare il tutto, infine, la suggestiva visuale che ha offerto il tramonto!

Una visuale coi fiocchi quella col tramonto...
Conclusione
Tra tutte le partite e gli stadi in cui ho avuto l'onore di mettere piede, questo, sicuramente è tra quelli che mi resteranno più in mente. Certo, non era uno stadio carico e movimentato come potrebbe rivelarsi un comune San Siro e nemmeno maestosamente bello. Tuttavia, era efficiente, rinnovato, pratico per una squadra di quel calibro e soprattutto caloroso: tra la sensazione di sentirsi in una casa, la bellezza del tifo campano, la passione dei brianzoli e la tranquillità degli spettatori, Monza mi ha regalato una giornata che ricorderò a lungo. Perchè ricordatevi che anche uno stadio piccolo sa rivelarsi... grande.

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