MUSICA - SANREMO 2026: LE PAGELLE DELLE CANZONI IN GARA!

FESTIVAL DI SANREMO 2026: LE PAGELLE
Anche stavolta qualche sorpresa ma pochi sono stati eccellenti 


Introduzione
Sal da Vinci, trionfante con Per sempre sì, con il Leone d'Oro
Benvenuti a tutti nuovamente dopo una luuuuuuuuuuuuuuuuuuuunga attesa sul blog! Come ogni anno, sono solito dire la mia sulle canzoni di Sanremo e redigere le relative pagelle. Edizione che segna l'addio di Carlo Conti e l'esordio - inaspettato - di Stefano de Martino che sarà sia conduttore che direttore artistico, annunciando già la sua prima novità nel regolamento con la serata Eurovision, in cui il vincitore, indipendentemente da chi trionferà nella rassegna, andrà diretto a rappresentare l'Italia all'ESC che si svolgerà in Bulgaria, dopo la vittoria di Dara a Vienna (qui l'esibizione).
La cagata? Che il brano non è diverso ma lo stesso in gara. E, ovviamente, non basta uno spettacolo creativo per trionfare se poi il pezzo non prende.
Per il resto il solito Festival con intermezzi inutili ed evitabili, come i monologhi, rimpiazzabili da qualcos altro (e non le scenette dei co-conduttori, ecco.).
Ora, bando alle chance, e passiamo alle valutazioni: buona lettura!

Le valutazioni (in ordine di classifica finale)
SAL DA VINCI - Per sempre sì 7.5
Il Vinci(tore) che non doveva vincere. Il brano è di un classico impressionante e perfetto, più che altro, per una cerimonia “da matrimonio”. Sia nella composizione che nel testo, non c’è nulla di nuovo, nessun twist, però il buon Sal (cui vero nome è Salvatore Michael Sorrentino, ndr) la canta bene, tiene discretamente le note elevate e salva la valutazione, facendo anche una buona figura a Vienna (otterrà un quinto posto). Poteva, tuttavia, evitarsi classico il finto pianto all’annuncio della vittoria.

SAYF - Tu mi piaci tanto | 10

Il vero vincitore assieme alla prossima canzone. Un pezzo poliedrico, bello e soprattutto pieno di significato in ogni barra (un po’ come “Vieni a ballare in Puglia”, nonostante il motivetto felice, non è propriamente spensierato!) con numerosi riferimenti che vi invito ad analizzare, soprattutto nella seconda strofa. Il ritornello è poi molto catchy! Trainato, inoltre, dal carisma del cantautore genovese che ha sfornato una prestazione assurda anche nella serata duetti, ha tutti gli ingredienti per diventare una hit, motivo per cui gli vale il voto massimo. Insomma, Sayf arriva da esordiente nonostante già il potenziale si fosse visto prima e quel palco lo ha padroneggiato da veterano e… sì, ci sei piaciuto tanto!

DITONELLAPIAGA - Che fastidio! | 10

Margherita aveva già partecipato alla rassegna con Rettore qualche anno fa dando prova della sua gran capacità canora e di saper fare show. Quest'anno si è presentata da sola con Che fastidio!, un brano assurdamente travolgente e ricco di sintetizzatori che danno un ritmo talmente movimentato da trascinarti immediatamente (non a caso gli ha permesso di vincere il premio Bardotti per la miglior composizione musicale). Ha aperto - come Clara un anno prima - il Festival e ha fatto capire subito di che pasta è fatta… tutto il suo album, peraltro, è un concentrato di genialità! Flow, ironia, stravaganza, polemica, adatta alla radio al 100%, insomma, ingredienti perfetti per una vittoria. Direi… che fastidio che non sia andata all’Eurovision! Perchè sono convinto che avrebbe dato filo da torcere a Dara (che ho adorato, eh!). Ah, dimenticavo, tra i produttori c’è pure Rootsie (si, quel genio di “Kinder fetta a letto”), capisci a me…

ARISA - Magica favola | 4

Una favola dovrebbe farti sognare, portare nel mondo fatato… beh, a me pare che porti subito a letto a dormire. Solita canzonetta “da Arisa” romantica e pallosa prodotta con un giro classico di pianoforte, certo la sua voce è pulita e bella, e ha fatto grandi passi da “Sincerità”… però bisogna valutare il tutto. E dove vogliamo andare con questi brani, sinceramente? Quarto posto immeritato.

FEDEZ e MASINI - Male necessario | 5.5

Come sempre Fedez non rende alla perfezione quando è con altri a Sanremo, lui è fatto per fare rap come agli esordi e punto. Masini invece, sì, dà quel quid in più - anche se urla un po’ troppo, forse - ma è un brano che, comunque, sebbene discretamente piacevole, non riesce a convincere appieno: quasi sufficiente.

NAYT - Prima che | 9

Un altro artista che non scopriamo di certo oggi. Il suo è un brano molto profondo e piacevole con un bel testo che non si snaturalizza dal suo genere, il rap - anche se non ai livelli di “La mia parola” o “Eden” - e si dimostra davvero bravo. /Prima del giusto o sbagliato io chi sono, chi sei te/, ma anche /qualcuno che vuole essere ascoltato/ ci fa riflettere sul fatto che dobbiamo pensare bene prima di prendere delle decisioni affrettate e cercare di capire veramente chi siamo, come esprime nel ritornello: /La realtà non si vede finché tu non mi vedi, finché io non ci vedo te/

FULMINACCI - Stupida sfortuna | 5

Il classico indie che non capisco perché continuino a rifilare in radio. Canzone sì orecchiabile ma praticamente identica a tutte quelle di questo genere che potevamo tranquillamente evitarci. Perché non portare al suo posto un “Cattive abitudini” con l’estro di MACE, per esempio? Ne gioverebbe il festival e gli ascolti ormai sempre più patrimonio over -anta.

ERMAL META - Stella stellina | 7

/Stella stellina, la notte si avvicina/… sì, non credevo ai miei occhi quando l’ho letto. Il brano comunque è scorrevole, mentre il testo fin troppo prevedibile sul solito tema guerra affrontato al solito modo. Ciò che differenzia la canzone è che, per fortuna, non è una ninna nanna ma ha una bella strumentale, creata, d’altronde, da quel genio di Dardust.

SERENA BRANCALE - Qui con me | 8

Serena torna dopo un anno e sforna un altro brano in cui la sua voce viene nuovamente esaltata. Non è movimentato come il precedente e questo me lo rende meno appetibile al mio gusto, diciamo che è più “sanremese”. Però, oh, la sua voce è incredibile e la cantante continua a fare strada, ne è la prova il tormentone rilasciato con Delia e Levante, “Al mio paese”, più nel suo mood. Brava Serena!

TOMMASO PARADISO - I romantici | 4.5

Da quando ha lasciato i Thegiornalisti non ha più sfondato e, nemmeno in questa occasione, riesce a farlo. Arriva come uno dei favoriti al Festival (per cosa, il nome?) e verrà facilmente dimenticato, come tanti altri. Classico testo sdolcinato e spaccamaroni che si sente e risente da mille anni in tutto il cantautorato d’amore. Direi che preferivo la versione di “Riccione” e “Felicità puttana” senza alcun dubbio, insufficiente.

LDA e AKA 7EVEN - Poesie clandestine | 5.5

Tra Napoli Sotterranea, tarantella, la storia piena di te e di sé, la musica che sale nel sangue carnale, ecc. è il classico pezzo trap/latino/reggaeton mischiato al neomelodico che tanto è amato dal popolo degli artisti (uguale a tanti altri, peraltro). Decente e orecchiabile, ok, ma mi aspetto qualcosa di diverso, di nuovo. 

LUCHÈ - Labirinto | 5
Se Salmo lo ha dissato e distrutto un motivo c’è. Solito pezzo romantico troppo rauco che col rap nudo e crudo centra ben poco. Ce lo dimenticheremo ben presto.

BAMBOLE DI PEZZA - Resta con me | 5.5

Sono una rock band femminile che per definirsi tale dovrebbero apprendere da Litfiba, Red Hot Chili Peppers, AC/DC, ecc. Pezzo ascoltabile sicuramente, eh, ma ste Bambole ce le faremo scivolare via, altro che restare con noi.

LEVANTE - Sei tu | 6

Claudia è una cantautrice pazzesca: crea da sé le canzoni e ha una voce incredibile. Però… ormai le sue canzoni sono letteralmente pallose da far cascare i coglioni… scusate il francesismo. Come “Vivo”, praticamente, l’esecuzione è impeccabile ma questa roba andava bene negli anni ’80 del cantautorato italiano, ora diciamo che cerchiamo qualche sound un po’ più “movimentato”, ecco. Cla, resta su “Tikibombom” che quella si che spacca!

J-AX - Italia starter pack | 8

Ormai Alessandro si è dato al country e… cazzo se ci sta! Italia Starter Pack è un brano allegro che descrive la situazione del nostro Paese andando pure contro le ideologie che vuole trasmettere Rai. Finalmente qualcosa che è differente dal canone “sanremese” e che osa... poi abbinare il country all’hip hop non è per nulla semplice! Ottimo brano.

TREDICI PIETRO - Uomo che cade | 9.5
Figlio di Gianni Morandi, ha deciso di discostarsi dal padre (e ha fatto bene!) percorrendo da zero la sua strada fatta di puro hip hop. Pietro arriva con tanti successi alla rassegna musicale più importante del Paese con un pezzo molto interessante: “uomo che cade” ha un beat veramente piacevole ed innovativo con un groove molto intrigante, fresco, che accompagna alla perfezione il flow del ragazzo. I violini a fine ritornello poi sono una chicca. Peccato solo per il ritornello, un po’ poco rap e più melodico, ma comunque piacevole. L’interpretazione live sembrava da puro veterano: pezzo sorpresa del Festival che, purtroppo, passerà in sordina.

SAMURAI JAY - Ossessione | 7.5

/Come un’ossessione stanotte ritorni qui al centro delle mie fantasie/… chi non l’ha cantata? Pure le mie allieve ormai la sanno a memoria ahaha, comunque un brano che sarà a mani basse il tormentone estivo del 2026. Piacevole, fresco, allegro, virale come il precedente “Tutto sbagliato” ma nulla più. Una cosa è certa: ce lo toglieremo difficilmente dalla testa!

RAF - Ora e per sempre | 3

Il suo tempo ormai l’ha fatto e si vede: canzone che non dà nulla di nuovo. Una palla mortale che Carlo poteva evitare di portare.

MALIKA AYANE - Animali notturni | 9

Che sorpresa! Come “Stracciabudella” Malika si snaturalizza dal suo e porta un pezzo completamente fuori dagli schemi dai toni jazz e funk, purtroppo non capito dal pubblico di Sanremo (oh, che strano!) e che la piazza in una posizione non consona come accadde nel 2010. Molto interessante.

ENRICO NIGIOTTI - Ogni volta che non so volare | 4

Credo non debba nemmeno commentarlo, fa la stessa cosa ogni volta che si presenta e fa cascare le palle. Direi che ogni volta non vola mai.

MARIA ANTONIETTA e COLOMBRE - La felicità e basta | 7.5

Esordienti nella competizione sono due ragazzi allegri come la loro canzone. Un sound fresco e spensierato come spesso citano nel testo, per nulla banale se lo si legge nelle righe. /"Sii te stessa e andrà tutto bene”, diceva la supermodella con la pelle splendida… quanto è bello essere te stessa sulle spiagge dei Caraibi/ ad esempio, è una pura velata critica agli influencer che fanno vedere il bello solo nei posti fighi, oppure /E a volte mi sento molto stanca, e non riesco a tenere la testa alta/. Se volete capire di più del significato, vi rimando alle loro parole. Maria Antonietta è molto particolare e sa il fatto suo, poi Colombre completa alla perfezione.

MICHELE BRAVI - Prima o poi | 3
Prima o poi smetterà di partecipare e portare certe solfe… 

FRANCESCO RENGA - Il meglio di me | 3

Il meglio di lui sicuramente non lo ha mostrato con questo pezzo. Altro pezzo da “ronf” che verrà buttato nel dimenticatoio in fretta e furia.

PATTY PRAVO - Opera | 2

Seriamente, ancora?! 🤦🏻‍♂️ Eccola di nuovo la classica quota over 60 da nostalgia di cui possiamo tranquillamente fare a meno… che però se non c'è fa imbestialire il pubblico di vecchi presenti all'Ariston. Mamma mia che palle, almeno innovatevi in qualche modo come i Ricchi e Poveri, sennò - io capisco anche che il target è quello lì, però sinceramente hanno fatto il loro tempo ed è giusto che si scostino - lasciate spazio a qualcuno più giovane e innovativo!

CHIELLO - Ti penso sempre | 3

Non credo che penseremo ancora di ascoltare sta roba. Pezzo troppo banale che ricalca un po’ il suo percorso, mentre Tommaso Ottomano (sì, il batterista di Lucio Corsi) non ci mette il giusto tocco. Skippabile e dimenticabile.

ELETTRA LAMBORGHINI - Voilà | 8.5

Meriterebbe 10 e lode solo per i festini bilaterali e tutto lo show che ha messo in piedi durante la rassegna che ci ha tenuti incollati allo schermo per seguire le sue peripezie. Ma devo valutare il brano che, in sé, anche se non è da 10, è comunque molto bello: la cantautrice, infatti, torna dopo sei anni (dove portò “Musica e il resto scompare”), con un pezzo molto movimentato, ben ritmato e, forse, un po’ più “serio” degli ultimi presentati. Sul palco lo tiene bene e vocalmente è senza dubbio migliorata. Poi sa farci scatenare per bene… beh, ottimo proprio per un bel festino bilaterale! No, Elettra? 🤪

DARGEN D’AMICO - Ai ai | 8.5

/Ai, ai, cosa mi fai? Mi dici vieni qui e poi te ne vai/, classica rima da rap ma brano irriverente, ironico, movimentato che non esce dalle teste facilmente. Per Dargen è la terza partecipazione e anche questa volta porta sul palco un brano molto ritmato e dalle influenze dance che ti entra facilmente in testa come gli altri suoi. D’altronde, Jacopo è un genio delle hit e lo ha dimostrato ancora… peccato solo per la ventisettesima posizione, immeritatissima.

LEO GASSMANN - Naturale | 3

Più che spaccarci il cuore, ci spacchiamo i coglioni. Naturale che la skippo in tre secondi…

MARA SATTEI - Le cose che non sai di me | 6

Sara è bravissima e la sua voce è magistrale, ma... il pezzo, prodotto dal fratello thasup, è troppo lento e “sanremese”, risultando così noioso e poco appetibile anche dopo più ascolti. Il testo ci sta anche, però se ascoltate i pezzi in “Casa Gospel” capirete che è tutta un’altra cosa. La sufficienza la raggiunge, comunque.

EDDIE BROCK - Avvoltoi | 2

Concludiamo con l’esordiente Eddie Brock, pescato chissà dove dal buon Carlo Conti. Canzone orrenda, con un testo discretissimo oltre che senza una particolarità nella composizione musicale (batterie messe letteralmente a cazzo) e cantata malissimo in live, risultando persino stonato nelle note alte. Se la gioca con Torno a te, Arrivedorci (ma almeno sapevano di essere andati apposta per arrivare ultimi) e Damme ‘na mano

Queste sono le mie proposte, ovviamente. Siete d'accordo o avreste cambiato qualcosa?
Fatemelo sapere nei commenti. Al prossimo Sanremo!

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